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Archive for the ‘Italian elections’ Category

April 2nd, 2008

Anti-immigration party seeks rights for ‘native Italians’

Posted by: Gilles Castonguay

If you believe the latest poster from the Northern League, Italians face the same fate as Native Americans if they do not keep illegal immigration in check.

The poster, plastered across Milan, located in the northern heartland of this populist party, shows a picture a man wearing the traditional feathered headgear of a tribal chief.

Lega Nord poster - caption reads: “They also were subjected to immigration - now they live in reserves - think about it”“They also were subjected to immigration and now they live on reserves!” reads the text in bold black letters. “Think about it!”

Getting rid of illegal immigrants has long been a rallying cry for the party, which styles itself as the defender of northern Italy under siege by foreigners and Roman politicians.

Italy is not only a major transit point for thousands arriving by boat from around the world, but also a place offering hope of a better life for eastern Europeans including Albanians and Romanians.

The most vivid images are usually those of Africans arriving at one of Italy’s islands, suffering from thirst, hunger and overexposure.

The Northern League’s leader, Umberto Bossi (pictured below), has never been shy of expressing his contempt for immigrants.

A minister in former Prime Minister Silvio Berlusconi’s government, he once described them as “bingo bongos” and on another occasion called on the coastguard to blow them out of the water whenever they drifted near Italy’s shores.

The appearance of Roma or gypsy camps on the outskirts of their cities has also raised concern among Italians about crime and other problems blamed on illegal immigration.

Nicoletta Maggi, a party spokeswoman who spoke of “savage immigration” sweeping across the country, told Reuters the poster should not be taken to the letter.

“The idea is conceptual rather than literal,” she said.bossi.jpg

Maggi said Bossi borrowed the idea from a poster for the Lega Dei Ticinesi, a small Swiss party with a similar policy against illegal immigrants.

The issue has not been discussed much by candidates ahead of the April 13-14 election, however.

Immigration came in sixth on a list of voters’ concerns in a poll in left-leaning La Repubblica daily. The top three issues were all economic: raising salaries and pensions, controlling inflation and reducing tax.

April 2nd, 2008

Faccia dopo faccia: occasione persa, per i giornalisti

Posted by: Luca Trogni

veltroni.jpg Il ‘faccia dopo faccia’ televisivo di Berlusconi e Veltroni nella serata di ieri era inevitabilmente, ancora prima di svolgersi, un’occasione perduta? La scelta del leader del Pdl, in vantaggio nei sondaggi, di non confrontarsi direttamente con il suo rivale ha inibito in partenza qualsiasi possibilità di rendere la trasmissione interessante per gli elettori?

I paletti posti dalla par condicio rendono di per sé impossibile un evento politico di vero confronto ?

Forse a questi interrogativi si può rispondere di sì. Certamente non si può aggiungere che quanto visto su Rai2 ieri sera — da meno di quattro milioni di spettatori — sia stato un fulmine a ciel sereno.

L’abitudine di non confrontarsi direttamente con lo sfidante che tenta di recuperare consensi non è una peculiarità del centro-destra. Per restare ai leader nazionali qualche anno fa Francesco Rutelli, sindaco uscente e favorito di Roma, non si comportò diversamente, eludendo il confronto con il rivale in svantaggio. Né è una novità l’esistenza in Italia di una legge sulla ‘par condicio’.

Se il perimetro entro cui muoversi era dato, a maggior ragione la missione dei giornalisti era una: costringere i candidati a fare chiarezza sui rispettivi temi dolenti, incalzandoli a dovere per impedire risposte evasive.

E’ impossibile pensare che professionisti dell’informazione possano avere come modello quello dei ragazzini inglesi che, invitati dal canale Mtv, non ebbero alcun problema a chiedere a Tony Blair in forma diretta e inequivocabile il perché delle sue scelte, a partire dall’appoggio agli Usa per la guerra in Iraq, e a sollevare dubbi sulle risposte poco credibili ?

Dal divano di casa ieri sera mi è sembrato di sì, oggi in Italia non è possibile. Con qualche distinguo i cinque giornalisti presenti - tre della Rai, due editorialisti di quotidiani nazionali - hanno lasciato ampia libertà ai due candidati di rispondere o meno, sottolineando in rarissime occasioni incongruenze tra promesse elettorali e comportamenti passati, tra dichiarazioni del momento e dichiarazioni precedenti, tra promesse e loro fattibilità.

A Berlusconi e Veltroni, ovvero i massimi sostenitori di un sistema politico con due soli leader che si confrontano, è stato chiesto come prima domanda se 15 candidati premier e 18 partiti in lizza il 13 e 14 aprile - ma la data sarà confermata? — non siano troppi.

Ancora: ad entrambi è stato chiesto di parlare dei rapporti con l’avversario, a Berlusconi se non sia stato costretto a candidarsi ‘suo malgrado’ e dopo che ‘addirittura qualcuno lo abbia accusato di leggi ad personam’. A Veltroni è stato chiesto di parlare liberamente di precari, nord-est, recessione Usa, Expo milanese.

Domande ‘difficili’ con il contagocce, più per Veltroni sottoposto a tre ‘giri’ di domande e non due come Berlusconi grazie a risposte più sintetiche: ‘Veltroni, quando parlerà in Campania, porterà sul palco Bassolino ?’ (la risposta non c’è stata), ‘Berlusconi, cosa pensa dei contrasti tra Bossi e Fini ?’ (risposta sfumata), “Veltroni, come pensa di affrontare la concertazione sindacale’ (e qui la risposta c’è stata). ‘Berlusconi, come si fa a chiedere pari dignità per Alitalia e perché non può fallire ?’, ‘Veltroni, cosa intende fare del prodismo?’.

L’elenco dei temi su cui provare a mettere all’angolo i due candidati, liberi poi nei loro comizi di parlare senza contraddittorio, era ben più corposo.

Il governo Berlusconi dopo oltre 10 anni di calo ha fatto risalire il rapporto debito/Pil e oggi il Pdl afferma che in Italia si spende troppo per interessi sul debito stesso. Ma sui conti pubblici, su come far quadrare l’equilibrio di bilancio da un lato e promesse di taglio delle imposte e di aumento della spesa sociale dall’altro nessuna domanda. E a Veltroni, che ha deciso di non spendersi in campagna elettorale su temi di contrasto con il suo rivale ma molto importanti per la fascia sinistra del suo elettorato, dal conflitto di interesse alle leggi penali modificate da Berlusconi e poco toccate dall’esecutivo Prodi, nessuno ha chiesto un’opinione in proposito.

Ovviamente non vi è certezza che con cinque giornalisti diversi la serata si sarebbe sviluppata altrimenti. Anzi, quel mix respirato qui e là ieri sera di timore reverenziale, di bonomia se non nella forma nella sostanza, di eccessiva contiguità tra intervistati e intervistatori sembra più rappresentativo dello stato della categoria di noi giornalisti oggi in Italia che non caratteristica specifica dei cinque presenti ieri.

La nostalgia dei toni aspri e dei contenuti delle Tribune politiche di Jader Jacobelli è tanta.

April 1st, 2008

Il comizio stanca

Posted by: Paolo Biondi

Non sono solo le foto di Oliviero Toscani a stupire. Talvolta lo sono anche le sue parole e quando, ieri sera a “Niente di personale” su La7, ha dichiarato che - lui, elettore radicale da sempre - non andrà a votare nello studio s’è creato un attimo di silenzio, poi è partito addirittura un applauso. Se qualcuno dice che queste elezioni non entusiasmano, che il dibattito fa sonnecchiare, scoppia l’applauso. A 40 anni dal “tutto è politica” gridato nelle strade dai manifestanti del ‘68, la politica annoia, anche se in scena c’è uno scontro elettorale fuori ordinanza.

Non deve stupire quindi se domenica il numero 2 del Pdl Gianfranco Fini ha licenziato in tronco i vertici siciliani del suo partito dopo essersi trovare a fare un comizio Fini in recent picturea Palermo in una sala semivuota.
La politica stanca, e il tema sta diventando un ritornello anche sulla stampa. Ha iniziato domenica Avvenire che ha lanciato l’”allarme” di un possibile astensionismo record. Ha proseguito il critico televisivo del Corriere della sera Aldo Grasso che ha parlato dei bassissimi livelli di audience delle Tribune politiche e dei dibattiti politici in tv. Ha proseguito oggi il quotidiano Il Foglio, il cui direttore Giuliano Ferrara è impegnato direttamente in campagna elettorale alla guida di una lista anti-aborto che rischia di sparire addirittura dalle cronache non per censura, ma per disinteresse generale: “Il voto sarà anche utile, ma la campagna elettorale è vuota”, ha titolato.

Bersani in recent photoL’analisi è impietosa: “Trionfa un piattume sonnolento che corrisponde a una carenza progettuale”, si legge nell’articolo. Il tema è tanto diventato centrale nella campagna elettorale che il candidato del Pd Walter Veltroni si è sentito in dovere questa mattina di lanciare un appello contro l’astensione: “Se ti astieni non ti lamentare se le cose non vanno in un certo modo. Le elezioni sono il momento in cui si decide”, ha detto. E ieri, un altro leader del Pd, Pier Luigi Bersani, ha invitato a dare una “scossa” alla campagna elettorale, per uscire dal torpore. Ma sulla campagna elettorale italiana in queste ore è piombata pure la primavera e il torpore, sempre più, domina.

March 31st, 2008

Parte il rush finale: dal Veltrusconi all’Ok Corral

Posted by: Stephen Brown

La giornata elettorale è sintetizzata da una vignetta e da
un’intervista. Nella prima, di Vincino, sul Corriere della Sera Pirlo (che ha sbagliato a fine partita il rigore per evitare la sconfitta ieri al Milan con l’Atalanta) abbraccia Berlusconi, entrambi in lacrime e il titolo parla del “Milan vecchio e
stanco di Pirlo e Berlusconi”. Nella seconda, sulla Stampa, Pier Luigi Bersani invita il Pd a un “colpo di reni”. C’è aria di
stanchezza, in giro.

Non è un caso che lo slogan che sta mettendo un po’ di pepe sulla campagna elettorale, rilanciato da Newsweek, sia vecchio di mesi. Quel “Veltrusconi” (come si può leggere nell’articolo di Paolo Biondi su Reuters) irridente a mo’ di sfottò che il settimanale americano ha fatto diventare un titolo programmatico
per dare un nome a quella che considera una inevitabile e
necessaria grande coalizione, altro non è che il nome che nel
novembre scorso era stato dato al possibile accordo in
Parlamento attorno a una riforma elettorale.

Secondo il Corriere della sera, il copyright del nome è
incerto e si perde nelle calure estive dello scorso agosto
quando (pare) fece capolino in un graffito sul muro di una
scuola romana.

Il Veltrusconi di novembre sfiorì però in pochi giorni. E’
rimasto in filigrana nel dibattito politico soprattutto nel
linguaggio dei partiti minori, esclusi dalle due coalizioni
maggiori, come denuncia del “grande inciucio”.

Ma l’ingresso della campagna elettorale nella sua penultima
settimana prima del voto sembra prendere tutt’altra piega del
“volemose bene”. Lucia Annunziata oggi sulla Stampa parla di
avvisaglie di un finale al calor bianco con “sorprese e colpi di
scena. Allacciamoci le cinture dunque: la sfida vera, in qualche
modo, comincia ora”.

A suffragio di questa tesi una notizia fa capolino fra le
cronache: il Cavaliere si appresta a spedire a tutti i romani un
pamphlet sul “disastro Roma”: un colpo allo stomaco del duo
Veltroni-Rutelli. E il Lazio, con la Lombardia, è una delle
piazze sulle quali si deciderà, al Senato, il destino delle
prossime elezioni.

March 31st, 2008

Italy’s hybrid candidate: “Veltrusconi”

Posted by: Stephen Brown

Silvio Berlusconi in recent campaign shotThe Italian media thought they coined the term “Veltrusconi” for the possibility of a post-electoral deal between twice prime minister Silvio Berlusconi and his centre-left rival, Walter Veltroni, late last year when they began brief discussions about electoral reform, but the word is reported as appearing as red-painted graffiti on a school in Rome as long ago as July 2007, along with the words: “the two-headed monster”. But even though the word has been bandied about liberally in the media ever since, both candidates for April 13-14’s vote were horrified to see their faces physically merge in a disconcerting photo-montage on the front cover of Newsweek.

“It’s horrible,” Veltroni told reporters in response to the hybrid created by Newsweek for a cover story titled “The Mayor V. The Mogul”. It shows the faces of the permanently tanned 71-year-old media tycoon Berlusconi and his bespectacled, bookish 52-year-old rival blending together to the backdrop of Rome’s Colosseum.

“Veltrusconi? It’s an ugly word with no meaning,” said Berlusconi.

Both candidates have constantly denied speculation in the Italian media and among politicians of a “Grand Coalition”, which would last just as long as it takes to reform electoral laws to create a two-party system, then be followed by yet another general election, though they have both acknowledged the possibility of a dead heat or very close result in the upper house or Senate and left the door open to talks on “institutional reform”.Walter Veltroni in recent campaign picture

But, as the Newsweek cover and a cartoon on the front cover of Corriere della Sera on Monday show, such talk just won’t go away.

“I really don’t believe there will be any “Veltrusconi” because I think the people of the centre right will prevail in these elections and will have a large majority which will give them the duty and the honour of governing,” Berlusconi told Corriere della Sera readers in an online video chat. He has maintained a lead in opinion polls of between five and nine percentage points in recent months, but Veltroni hopes for an inverted repeated of the 2006 campaign when centre-left challenger Romano Prodi’s six-point lead was drastically reduced in the last few weeks of campaigning, producing the narrowest election result in modern Italian political history. Prodi won, but his tiny Senate majority of just two seats dogged his entire 20 months in office and eventually caused his downfall in January.

“I think you can govern with one or two votes’ difference,” Veltroni told one television interview on Monday. “That is still a majority, even though the Italian people should know whose fault this situation is,” he said, referring to electoral rules introduced by Berlusconi’s last government, know here as the “porcata” (rubbish being a polite translation) which make it virtually impossible to secure a strong majority in the Senate. There are few opinion polls on the Senate vote, since the majority “prize” there is awarded on a regional rather than national basis, but one in La Repubblica last week suggested Berlusconi would only, in the best of cases, be able to count on a margin of five senators in the upper house which has 315 elected members and seven unelected lifetime members.

Talk of an Italian “Grand Coalition” also came up in the Financial Times where Berlusconi’s estranged Christian Democratic ally, Pier Ferdinando Casini, ruled out any two-way coalition with Berlusconi’s People of Freedom though he did appear open to joining a broader German-style Grand Coalition formed by both Berlusconi and Veltroni in the event of a close finish or hung parliament.