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Bilingual blog on the vote

April 9th, 2008

Test, colli e Santanché

Posted by: Paolo Biondi

Ultime ore, approfittate gente. I contenuti continuano a latitare: è il florilegio della battuta. Oggi le prime pagine i contendenti se le sono guadagnate a suon di patti di lealtà e di test di sanità mentale per magistrati.

Per domani la situazione non si presenta molto diversa. I dibattiti di giornata registrano infatti almeno tre battute degne di nota per una segnalazione nei blog (sperando che non riescano a scalare nuovamente anche le prime pagine dei quotidiani). La prima è quella di un Berlusconi che si rimangia l’offerta alle minoranze della presidenza di una delle due Camere, avendo affermato che finché Napolitano non molla il Quirinale è impensabile che il Senato possa essere lasciato al centrosinistra (o forse, come l’hanno interpretato i più, era solo una autocandidatura al Quirinale invitando l’attuale inquilino a lasciare libero il posto).

La seconda ha visto protagonista Veltroni nella registrazione del Porta a porta di questa sera. Stanco delle continue osservazioni di Vespa, quando il conduttore gli ha ribattuto che non è che Berlusconi abbia chiesto test di sanità mentale per i pm, ma “semplici” test psico-attitudinali, Veltroni il pungiglione l’ha rivoltato verso la vespa: e perché non i test psico-attitudinali anche per i conduttori? gli ha ribattuto.

La terza ha avuto per scena il cortile interno di Montecitorio e per protagonista una splendente Daniela Santanché, in compassato completo nero, con i capelli raccolti in sobria ed elegante acconciatura. Ma quando i giornalisti, insistendo perfidi, gli hanno ripetuto per la terza volta che Berlusconi è ossessionato dai voti che la Destra potrebbe sottrargli, ha sfoderato vertiginosi tacchi a spillo: “E’ inutile che insista… tanto non gliela do”. Risata generale. E sipario, sulla terz’ultima giornata di campagna elettorale.

April 4th, 2008

Alitalia, Manzoni perde quota

Posted by: Giselda Vagnoni

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La trattativa con Air France è in terapia intensiva e la cordata italiana per acquistare Alitalia promessa da Silvio Berlusconi ancora non c’è. Solo Orlando Corradi, presidente di Mondo Tv, ha risposto all’appello del Cavaliere con una fiche di 2 milioni di euro. Ancora un po’ poco per rilevare un’azienda che 2 milioni li perde quasi in un giorno.

Sembrerebbe dunque confermato quanto scritto da Alessandro Manzoni: “Tutti i provvedimenti di questo mondo, per quanto siano gagliardi, non hanno virtù di diminuire il bisogno di cibo, nè di far venire derrate fuori di stagione”. La citazione è stata usata mercoledì dal ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa in un’audizione parlamentare dedicata ad Alitalia per smontare l’idea di una politica onnipotente che può piegare ai suoi disegni leggi e regole dell’economia.

Un modo dotto per richiamare tutti alla realtà e alla responsabilità sulla vicenda della compagnia aerea che il governo di centrosinistra di Romano Prodi cerca di vendere da 15 mesi sotto il tiro incrociato di parte della sua stessa coalizione, politici lombardi infuriati per lo svuotamento di Malpensa e sindacati.

TPS and ProdiChe ce l’avesse con Berlusconi, che continua a scommettere su una soluzione per Alitalia diversa da Air France e dal fallimento, l’ex banchiere centrale non l’ha mai detto ma l’associazione è spontanea. Chi altro può avere una concezione della professione di politico “tanto alta da considerare che essa possa tutto, che sia il regno dove anche le leggi dell’economia e le leggi tout court possono essere piegate alla volontà umana, se questa ha avuto l’investitura - l’unzione - della volontà popolare”?

Alitalia non è più un’ impresa ma un’azienda di consumo, ha spiegato Padoa-Schioppa ai deputati, è un soggetto economico mantenuto in attività dalla generosità altrui, ossia, in quanto azienda di Stato, dalle tasse che paghiamo tutti noi. Questa situazione non può continuare anche perchè Bruxelles impedisce nuovi aiuti di Stato.

Tps non l’ha detto ma Alitalia ha perso negli ultimi 15 anni oltre 4 miliardi di euro. L’ultimo miliardo di aumento di capitale è stato fatto nel 2005, in carica Berlusconi, ed ora la cassa è di nuovo vuota. Sempre dal 1993, e questo Tps lo ha detto, Alitalia ha cambiato 9 amministratori delegati [saliti ieri a 10 con le dimissioni di Maurizio Prato dopo la rottura del negoziato con Air France e la nomina di Aristide Police] e ha chiuso sette degli ultimi 8 esercizi in rosso. Non è prova di cronica incapacità di scegliere i manager giusti da parte dello Stato-azionista? Quindi o si vende o si va in amministrazione straordinaria o si chiude. E se si vende, o si vende ad Air France o niente, perchè altre offerte non ci sono e non si intravvedono.

 E’ difficile da capire? Sì, signor ministro, perchè Berlusconi è abituato a stupire, ad arrivare dove gli altri non riescono, a disegnare sogni e a farli sembrare realtà. Per questo è diventato, partendo dal nulla, il novantesimo uomo più ricco del mondo e si è seduto a palazzo Chigi quasi novanta giorni dopo essere entrato in politica. E per questo potrebbe guidare il Paese per la terza volta a 14 anni dalla prima. Arrivi la promessa cordata tricolore a salvataggio di Alitalia o meno e con buona pace di Manzoni.      

April 3rd, 2008

Una campagna a Pizza e “fiches”

Posted by: Paolo Biondi

Diavolo d’una campagna elettorale!
Avevamo appena finito di dire che si stava morendo di noia, che ne sono successe di tutti i colori. Ora si sprecano le battute, le cose da fare, le dichiarazioni e gli interventi in un’orgia di notizie e di parole. No, non è un Paese per vecchi questa vecchia Italia nella quale non si muore mai di noia.

Prima la bomba della Dc di Pizza. L’sms più simpatico fra quelli che si sono affollati sui nostri cellulari dice: La solita Italia, senza pizza e Dc in questo Paese non si può fare nulla. Non sappiamo di chi sia il copyright, ma merita almeno una menzione. La Dc di Pizza ha gettato in campagna elettorale tanta adrenalina quanta ancora non se n’era vista.
E pensare che non avevamo ancora finito di leggere i commenti sull’Expo 2015 di Milano, una vittoria che ha gettato nel bel mezzo della campagna elettorale una montagna tale di miliardi da tenere occupati i lombardi non per giorni e nemmeno per mesi, ma per anni. E gli editorialisti hanno potuto smettere di scrivere analisi sul libro di Tremonti “La paura e la speranza”, che conta già più recensori che pagine.

Ma anche la Dc di Pizza ha tenuto banco per poche ore e la sua esplosione è stata derubricata a livello di petardo per l’arrivo di una granata vera: la rottura dei colloqui fra Alitalia e Air France. Una notizia tale da lasciare senza parole anche coloro che la rottura, fino a poche ore prima, l’avevano auspicata. Veltroni ha invitato a ricucire, Berlusconi ha riesortato nugoli di imprenditori a metterci una fiche. Tanto che è subito partito un altro sms: La campagna elettorale sta finendo a Pizza e fiches.